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Nuovi Nirvana.

Dopo aver accompagnato il signor Greco alla stazione, Bernardo e io tornammo a casa, ci sistemammo sul divano e tra lunghe boccate di fumo ci scambiammo alcune impressioni sulla vicenda. Ognuno nel suo stile, com’è ovvio. Bernardo considerava Greco un pazzo. Io concedevo che fosse eccentrico e ossessivo. Bernardo si accalorava e cominciava a descrivere l’eloquio del signor Greco: "Un magma informe di manie schifose tenute insieme da una testardaggine tanto insistente quanto sconclusionata". Io concedevo, pacatamente, che i suoi giri di frase fossero un po’ sconnessi e volgari. Bernardo tagliava la testa al toro e consigliava l’internamento del soggetto in casa di cura specializzata. Io dicevo "Mmm...".

Per farla breve: venne fuori di lì a poco che quel patetico spostato era in realtà un messia. Non chiedetemi di che tipo, che cosa annunciasse e cosa facesse. Non ne so niente di queste cose, io. Sono un giovane imprenditore. Impianti climatizzatori. Un’attività avviata, ormai. Trenta dipendenti. Mannaggia alle tasse. E il mio legame con Greco, come ho già detto, si deve solamente alla banale vicenda che vi ho raccontato sopra.

Tuttavia, a un certo punto io e Bernardo, non ricordo esattamente come, siamo venuti a conoscenza del fatto che il signor Greco era un Messia. Questo cambiava le cose, come potete immaginare: era più difficile rifiutare i suoi inviti a cena, era quasi impossibile non essere scambiati continuamente per suoi discepoli dalla gente che ci vedeva insieme. Io, all’inizio, ridevo sommessamente di questa situazione: ne apprezzavo il ridicolo, e lo consumavo in risate. Bernardo no, Bernardo, come sapete, è tutto un altro tipo: si imbestialiva, sbuffava e ostentava indifferenza nei confronti del Messia. Continuava a borbottare che noi ci si doveva definitivamente togliere di torno quel ciarlatano. Su questo, dopo qualche giorno, ero ormai d’accordo anch’io, ed infatti ce ne saremmo subito liberati, ma, per qualche motivo che al momento non ho chiaro, ciò non fu possibile. Al contrario, le nostre vite divennero in breve travolte dalla massiccia influenza di Greco, che spadroneggiava nel nostro tempo a proprio piacimento. E’ difficile spiegare come ci riuscisse. Forse dipendeva dal fatto che era un Messia. Boh ! Per quanto fingessimo di non farci caso, era ormai fin troppo evidente che a poco a poco assomigliavano sempre più ai discepoli genuini di Greco. Dico genuini per intendere volontari, mentre noi, come sto cercando di spiegare, eravamo catturati nelle sue reti messianiche nostro malgrado. Tuttavia va aggiunto che uno degli effetti della predicazione di Greco è di far ammorbidire la differenza fra volontarietà e costrizione.

E con questo siamo al presente. E' bastato veramente poco, infatti, per integrarsi nel gruppo dei discepoli. Penso che Il Signor Greco ottenga questi successi psicologici in parte attraverso il carisma personale e la persuasione, doti che possiede in misura eccezionale, e in parte attraverso l’uso di sostanze stupefacenti ricavate dalle nespole, frutto di cui io, sia detto per inciso, vado ghiotto. Devo riconoscere che sono grato, tutto sommato, al Supremo Greco per questa cosa delle nespole. Bernardo preferisce le quaglie, ad esempio, e non è così entusiasta come me. Tuttavia noto anche in lui dei cambiamenti: al mattino, prima dell’adorazione comunitaria del Sacro Lembo Del Mantello Del Greco, non impreca più a mezza voce, come era solito fare. Non negherò il mio compiacimento per questo addolcirsi del carattere del mio amico: non mi pareva appropriato il suo turpiloquio, infatti, all’atmosfera del Convento Grechiano in cui dimoriamo. Si potrà forse criticare l’opulenza di tali strutture (chi non l’ha fatto?), ma non si può non riconoscere l’originale profondità delle loro fondamenta spirituali. Mi piacerebbe parlarne per esteso, ma al momento non saprei cosa dire . Non che non le conosca, sia chiaro. Ormai ci sono dentro. Ma a volte, la sera, solo sullo stretto balcone della mia celletta, mentre faccio ginnastica, mi assale il dubbio di non sapere assolutamente in cosa consista la fede del Maestro Onnipotente Greco, anche se insieme a Bernardo l’ho ormai abbracciata. Ho letto sui giornali che assomiglia al buddismo, e questo è certo un punto a favore. Grande civiltà, quella buddista. La pace interiore, la grande compassione, la via di mezzo e tutto il resto. Suppongo che anche noi Grechiani ortodossi si raggiunga una specie di Nirvana alla fine delle nostre insignificanti vite, cosa che sicuramente non accadrà a quei vermi immondi dei Grechiani riformati. Forse non avevo ancora accennato allo scisma, ma poco importa, visto che le differenze dottrinali tra le due chiese sono note solo a pochi Grecologi, e non sarò certo io il presuntuoso che speri di capirne qualcosa. La mia tranquillità riposa nell’attuare come obbediente servo la volontà luminosa del Greco Infinito, e godere dei benefici che ne irradiano universalmente. Non come quel deficiente di Bernardo che, esagerato e individualista com’è sempre stato, si è rifiutato di presentarsi al turno di Tortura Sacra, un giorno, solo perché non gli andava, immagino. Mi pare giusto, tutto sommato, che sia stato inserito a sua volta nella lista dei torturandi. Così almeno ci parteciperà in qualche modo, alla Tortura Sacra. Eppure a volte, al mattino, mentre mi pettino di fronte allo specchio, mi risuona nel cuore qualcosa di simile alla nostalgia per Bernardo, o forse addirittura alla pietà. Ma scuoto queste disordinate divagazioni cristianoidi pregrechiane con la tenacia, la volontà, la forza interiore di una morale da lupi. Tutte doti che davvero posso dire di aver conquistato sul campo. Domattina inizia il corso sulle armi batteriologiche.

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